Museo

Pur essendo Venezia una delle capitali della musica, manca in essa quel museo degli strumenti musicali che invece ritroviamo a Vienna, a Parigi, a Londra… Dopo aver contribuito in maniera determinante alla produzione e soprattutto alla commercializzazione di una merce tanto importante e tanto richiesta, Venezia conserva tuttora numerosi strumenti musicali che però risultano essere ‘dispersi’ in più musei, tanto da non essere spesso neppure esposti nelle sale, nonostante la loro evidente importanza: la collezione di strumenti giapponesi, conservata nel Museo d’arte orientale, è unica al mondo; la collezione di strumenti turchi del Museo Correr è a sua volta testimonianza fondamentale per la musica etnica; l’organo di Lorenzo Gusnasco del Correr è una delle testimonianze fondamentali dell’arte organaria. E questi sono solo pochi esempi di una presenza altrimenti diffusa e rilevante.
Il Conservatorio di Musica Benedetto Marcello dispone a sua volta di un piccolo ma importante museo, che occupa due sale espositive nel mezzanino di Palazzo Pisani, aperte al pubblico su prenotazione. Per promuovere questo museo, e in attesa di poter giungere alla creazione di un museo ‘virtuale’ di tutti i fondi veneziani, viene qui proposta la schedatura degli strumenti stessi con relativo corredo iconografico.
Il lavoro di ricognizione e di schedatura degli strumenti musicali del Museo del Conservatorio di Venezia è stato svolto prevalentemente nel corso degli anni accademici 2012/2013 e 2013/2014 ad opera di Giovanni Toffano. La ricognizione degli strumenti si è basata su di una precedente ricerca, denominata Progetto Museo – 2008, condotta da Chiara Pancino, Renato Meucci e Stefano Zanus-Fortes, con la collaborazione di Lanfranco Menga.
Il Progetto Museo – 2008 aveva prodotto un elenco completo degli strumenti musicali del Conservatorio Benedetto Marcello esposti nelle sale del Museo, corredato da numerose foto (utili ai fini di studio del singolo strumento, ma non sempre adatte a un’eventuale pubblicazione su catalogo), da informazioni inventariali e da alcune bozze di schede redatte in formato OA (Opera d’Arte) secondo le direttive della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei comuni della gronda lagunare.
La struttura delle suddette schede è stata integrata da alcune informazioni, specialmente per quanto riguarda l’indicazione delle misure degli strumenti, secondo quanto consigliato da Renato Meucci, uno tra i massimi esperti di organologia in Italia, in un suo saggio sulla catalogazione degli strumenti musicali. Ulteriori elementi utili alla schedatura sono stati ricavati da cataloghi di collezioni museali come quello del Museo Civico Medievale di Bologna, del Museo Correr di Venezia, del Museo di pianoforti antichi di Arquà Petrarca.
Ciascuna scheda riporta quindi di norma la tipologia e il nome dello strumento, il numero d’inventario, le eventuali foto, la provenienza, il costruttore, il marchio/etichetta, le misure, la bibliografia ed eventuali note.
Più difficile è stata invece la ricostruzione “storica” di ogni singolo strumento, poiché gli unici dati in possesso, riguardo la provenienza, la data di ingresso e la possibile datazione degli strumenti, sono ricavabili dai registri degli inventari. Questi ultimi risalgono ai primi anni del secondo dopoguerra e spesso non indicano alcuna data a fianco del numero d’inventario di ciascun strumento od oggetto. Quanto alla provenienza, i registri, fino al numero d’inventario 802, portano la dicitura di «totale materiale mobile donato dal Municipio di Venezia». Infatti il Conservatorio Benedetto Marcello nasce nel 1876 come Liceo e Società Musicale Benedetto Marcello, trasformandosi nel 1896 in Liceo Civico Musicale “Benedetto Marcello”, poi Liceo Civico Musicale Pareggiato Benedetto Marcello nel 1916 fino al 1940 quando diventa Regio Conservatorio di Musica. Pertanto, per gli strumenti inventariati fino al numero 802, l’unico elemento disponibile circa la provenienza è la donazione da parte del Comune di Venezia nel passaggio dall’amministrazione comunale a quella statale.
Anche il dato riguardante i costruttori di alcuni strumenti è rimasto incerto, nel caso in cui mancano marchi o etichette, così come indicazioni nei registri degli inventari.
Nonostante queste difficoltà, il lavoro svolto ha evidenziato che il patrimonio strumentale del Museo è di notevole interesse storico e documentale. Si segnalano in particolare i contrabbassi, i pianoforti antichi, le arpe e alcuni strumenti a fiato; tra questi, si annovera il pezzo più antico, un corno naturale della metà del ‘600, due oboi veneziani del primo ‘800, un flauto traverso pure veneziano della stessa epoca, un controfagotto austriaco della prima metà del XIX secolo.
Si ritiene dunque che ci siano gli elementi minimi per consentire una pubblicazione on-line degli esemplari più importanti, con foto e con notizie sintetiche, sulla scorta di esempi di altri musei internazionali che offrono una galleria virtuale delle proprie collezioni.